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Fiori e Liturgia

La pubblicazione di questi testi è dovuta a quella che riteniamo essere anche la nostra funzione, non meramente commerciale , ma anche divulgativa dell'arte floreale in tutti i suioi risvolti.

Come insegnante di arte floreale e pertanto membro dell'albo insegnanti della FEDERFIORI ritengo mio dovere e pacere pubblicare questo lavoro prodotto da don Salvatore Domolo con l'aiuto e sotto l'egida della FEDERFIORI.

 

I FIORI DEI SANTI


LITURGIA E SANTITA'

 

 

Convegno nazionale liturgico

S. Giovanni Rotondo

23-27 agosto 2004

 

PREFAZIONE

 

La tradizione cristiana medioevale ha coniato un linguaggio, floreale ricco di simbologia e di ritualità, capace di evocare la realtà dl Parediso e l'espeienza dei Santi.

 

La suggestiva immagine della Divina Commedia di Dante presenta il Regno di Dio come la splendida "Rosa" nella quale dimora il popolo delle beatitudini.

 

La stessa rappresentazione dei Santi e dei defunti come fiori e piante del giardino eterno di Dio, è una raffigurazione ancora presente nella tradizione popolare cristiana.

 

Le vite dei Santi suggeriscono continuamente il linguaggio floreale come espressione sublime dell'azione divina nella vita del Beato: fioriture miracolose in pieno inverno, roseti che aiutano la libertà dello spirito sfuggendo i desideri della carne, le apparizioni mariane tra gli alberi; la stessa iconografia, favorita dai cosiddetti "santini", tipici della pietà popolare dell'800, presenta fiori e rami, tra le mani dei Santi, come simbolo delle loro virtù principali. 

 

L'antica tradizione popolare aveva, persino, classificato fiori e piante con titoli Mariani o con i nomi dei Santi indicando, in questo modo, le proprietà benefiche e la bellezza della specie vegetale.

 

E' necessario, inoltre, ricordare che sono sorte alcune ritualità, come la benedizione delle rose per santa Rita, che indicavano venerazione popolare dei Beati e richiesta di aiuto. ancora oggi, i crdentisi rivolgono ai Santi, oltre che con la preghiera, anche con doni floreali, riconoscendo che essi fanno parte del "Giardino eterno" e, quindi, possono invocare l'aiuto di Dio per noi.

 

Con i fiori, opera meravigliosa del Creatore, l'uomo ha coniato un linguaggio per indicare e manifestare l'identità dei Beati, e per realizzare una relazione armoniosa con loro, attrverso riti e doni floreali.

Cosa ci annuncia, dunque, il linguaggio floreale nella vita e nell'iconografia dei Santi?

 

I fiori raffigurati nelle mani dei santi sono: la tesimonianza del "Giardino eterno" nel quale il Santo ora vive; il premio annunciato nel libro dell'Apocalisse (Ap22,2), cioè l'Albero della Vita, che è Gesù Cristo, il Figlio del Padre, fattosi uomo; l'identificazione del Santo con la virtù che lo ha condotto all'immedesimazione con il Cristo: la purezza (il giglio); l'amore assoluto(la rosa); il martirio (la palma).

 

Le esperienze floreali miracolose, inserite nelle vite dei santi, sono l'annuncio della pienezza della

"Primavera" che il Creatore ha disegnato nelle loro esistenze per indicarci la meta alla quale è chiamata l'umanità: la "Primavera" eterna nela quale tutto sarà "ricapitolato in Cristo" (Efl, 10b) e "Dio sarà tutto in tutti"

 

La "primavera" dei santi e di tutti i defunti, è come il volo della rondinealla fine dell'inverno, è come la colomba con il rametto di ulivo dopo il grande diluvio.....

Siamo stati creati per vivere e per vivere la pienezza della vita....

 

 

LA ROSA

 

Considerata, nel Medioevo, l'emblema della spiritualità cristiana, la rosa godeva il primato simbolico e rituale nella evangelizzazione e nella liturgia.

Con questo fiore, infatti, si annunciava simbolicamente e si celebrava, cona lcuni riti, la SS. Trinità, Gesù Cristo, lo Spirito Santo, il Paradiso, la Madonna e alcuni Santi.

Il "rosone" nelle facciate delle chiese romaniche e gotiche indicava il fine della vita del credente: Gesù Cristo, il Paradiso.

La liturgia medievale presentava due riti importanti con la rosa; nella quarta domenica di Quaresima, il papa benediceva una rosa d'oro, simbolo di Gesù, versando balsamo e muschio nel centro come segno dell'immortalità e della resurrezione del Figlio di Dio.

 

 

 

IL GIGLIO

LA PALMA

IL GAROFANO

LA VIOLETTA

IL MUGHETTO

IL TRIFOGLIO

LA GENZIANA

LE ERBE

L'IRIS

LA MELAGRANA

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